G E N E R A L I T A'
 

Noti con il nome di farfalle, rappresentano uno degli ordini più vasti della classe degli Insetti.
Morfologia
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Il capo è piccolo e di tipo ipognato, porta due grandi occhi composti, capaci di percepire la luce altravioletta e di distinguere i colori, rivestendo pertanto grange importanza per il riconoscimento delle fonti di cibo e per l'incontro dei due sessi. Le antenne hanno lunghezza molto varia, sono composte da un minimo di 7 fino a un centinaio di articoli, di qui quello basale (scapo) è tipicamente sviluppato, il successivo (pedicello) è piccolo, mentre i restanti, che costituiscono il flagello, sono più o meno simili tra loro. Le antenne possono essere molto differenti, non solo a seconda della specie ma spesso anche del sesso, e presentarsi filiformi, clavate, dentate, piumose, unipettinate, bipettinate, ecc. L'apparato boccale succhiatore è formato da mandibole, mascelle e da labbro inferiore e superiore fortemente ridotti, da corti palpi mascellari e da palpi labiali molto allungati. La parte principale dell'apparato boccale è rappresentata dalla proboscide, o spiritromba. In molte farfalle notturne (in particolare negli Sfingidi) la spiritromba è lunghissima (fino a superare del doppio la lunghezza del corpo), in altre è breve e robusta, in altre ancora è ridotta o assente (in questa specie gli adulti hanno vita breve e non si alimentano). Il torace presenta i tre segmenti diversamente conformati: il primo (protorace) è corto a forma di collare, il secondo (mesotorace) ed il terzo (metatorace) sono invece sviluppati e si uniscono a formare una struttura rigida. Sul mesotorace e sul metatorace si impiantano due paia di ali. Solitamente esse si presentano abbastanza ampie, membranose e subtriangolari e sono tipicamente ricoperte da piccolissime squame disposte come le tegole di un tetto. La ricca e variegata colorazione delle squame può essere determinata sia dalla diversa composizione chimica dei pigmenti sia da un processo fisico di riflessione dovuto alla fine striatura delle squame. Il disegno e la colorazione delle ali in molte specie hanno un forte determinismo genetico, mentre in altre risultano influenzati dalle particolari condizioni ambientali: in quest'ultimo caso in una stessa popolazione, a seconda della stagione, si osservano farfalle con livrea spesso spiccatamente diversa (poliformismo stagionale).
Riproduzione e sviluppo.
La riproduzione del Lepidotteri è tipicamente anfigonica, ma sono noti casi di partenogenesi, facoltativa od obbligatoria. In alcune specie, le femmine depongono le uova su un supporto vegetale, fissandole col secreto delle ghiandole dell'apparato riproduttore o con una coltre di peli addominali; le femmine di farfalle provviste di ovopositore introducono le uova in fenditure o all'interno di semi. Dalle uova sgusciano larve, dette bruchi (o eruche, oppure rughe). Essi hanno generalmente un corpo subcilindrico, 3 paia di corte zampe toraciche e varie espansioni addominali pari (false zampe o pseudozampe) carnose, non articolate e munite all'estremità di uncini sclerificati. Hanno capo prognato o ipognato, provvisto o no di ocelli e munito di antenne brevi, generalmente triarticolate. L'apparato boccale è di tipo masticatore. Dopo un certo numero di mute, i bruchi entrano in uno stato quiescente (crisalide) all'interno dell'ultima sfoglia larvale, in uno speciale pupario oppure in un bozzolo; dalla crisalide infine, al termine di profonde trasformazioni, sfarfalla l'adulto (o immagine).
Classificazione.
L'ordine, ricco di oltre 110.000 specie, è diffuso in tutto il mondo dal livello del mare fino a quote molto più elevate, ma maggiormente rappresentato nelle regioni tropicali, umide e ricche di vegetazione. La classificazione di questi insetti non trova ancora d'accordo gli specialisti. Un tempo i L. venivano ripartiti in due grandi divisioni, Microlepidotteri e Macrolepidotteri, e questi ultimi in L. diurni o Ropaloceri (con antenne clavate) e L. notturni o Eteroceni (con antenne di forme diverse). Successiva è la ripartizione dei L. in Omoneuri e degli Eteroneuri: i primi, più primitivi hanno le ali anteriori con venulazione simile a quella delle ali posteriori; I secondi hanno invece venulazione spiccatamente diversa. Secondo le vedute sistematiche più recenti infine, i L. sarebbero invece suddivisi in 4 subbordini: Zeuglotteri, Aglossati, Eterobatmiini (ciascuno dei quali con un'unica famiglia), e Glossati, che riuniscono tutte le famiglie restanti. I L. sono suddivisi in un centinaio di famiglie, le più importanti sono: Bombicidi, Cossidi, Geometridi,Lasiocampidi, Licenidi, Limantriidi, Ninfalidi, Nottuidi, Papilonidi, Pieridi, Piralidi, Psichidi, Sfingidi, Taumetopoeidi, Tineidi, Tortrici.  
{ANGELO MESSINA}