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La
Grotta Palombara è una cavità carsica fossile, cioè non più interessata da
circolazione d’acqua all’interno. Ha uno sviluppo complessivo di circa 800
metri. L’ingresso è costituito da una voragine profonda una dozzina di metri e
larga altrettanto, in fondo alla quale si può giungere solo con l’uso di corde e
scalette speleologiche. Superata una serie di angusti cunicoli e una stretta
fessura (passaggio in opposizione), si perviene alla grande “Sala dei Vasi”,
così detta in seguito al rinvenimento, negli anni ’60, di due vasi a clessidra
della fase castellucciana, successivamente trafugati da ignoti. Da qui, si
arriva alla “Sala del Guano”, un vasto ambiente caratterizzato da una volta a
forma di cupola alta una decina di metri, dove vive una numerosa colonia di
pipistrelli Vespertilio maggiore (Myotis myotis), i cui escrementi si
sono accumulati sul pavimento della cavità formando un grande ammasso di guano
che ospita una ricca fauna guanobia. Dalla “Sala del Guano”, si dipartono due
ramificazioni denominate l’una “Ramo del Geode” e l’altra “Ramo del Laghetto”.
Sia in fondo alla voragine d’accesso, sia all’interno della cavità sono stati
rinvenuti resti ossei fossili di grossi Vertebrati, quali cinghiali, ippopotami,
cervi, lupi, volpi, buoi selvatici (uri), nonché di rettili e
micromammiferi, quali Crocidura, Quercino, Arvicola, Topo selvatico
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